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gen2010
iPad: dal personal computer alla passività
Categoria: MobileE’ con grande piacere che ospito il guest post firmato Nino Gualdoni e dedicato ad uno degli argomenti più discussi degli ultimi 2 giorni: il nuovissimo iPad della Apple. Nino è un amico, un collega ma soprattutto un riferimento culturale. Grazie per il contributo!
Scrivo questo guest post da casa. Poiché fa freddo e vivo in campagna, sono sdraiato sul divano accanto al camino mentre picchietto sulla tastiera.
Il gioco del momento consiste nell’esprimere opinioni sul possibile successo o insuccesso dell’iPad, ma io passo: non ho capacità predittive – se le avessi farei due anni di trading online (full time) per poi ritirarmi a vita privata.
Però forse una riflessione su questo oggetto si può tentare. Allora eccola qui: l’iPad mi sembra il testimone di uno shift del paradigma del personal computer verso la passività. Mi spiego.
I device dell’informatica personale, nelle loro diverse forme, sono stati presentati fino ad ora come strumenti per fare qualcosa attivamente, all’inizio pensando addirittura di programmare, poi per lo meno per organizzare la collezione di cd, ritoccare le foto, montare i video delle vacanze. Insomma qualcosa che chiede all’umano di usare la macchina come attore.
L’iPad fa una giravolta e si presenta come una macchina in cui l’umano è invece uno spettatore. Di musica, video, di web o di libri, ma comunque spettatore. Manco ha la telecamera per farmi vedere in Skype…se pure volessi essere attore non ce la farei.
Un’occhiata al video della presentazione sembra inverare questa impressione, visto che la situazione di impiego è quella in cui mi trovo ora: umano sdraiato sul divano. Se la comunicazione suggerisce, la progettazione conferma: l’oggetto è proprio povero in termini di dispositivi di input.
Se si tratta di un oggetto ibrido, come modalità fruitiva è forse più vicino alla tv che al computer “as we know it“. I prossimi indizi ci verranno dalle pubblicità, come sempre accade.
POSTED BY: Nino Gualdoni
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